Le strade secondarie di Roger Deakins |  In mostra a Bologna gli scatti del Premio Oscar

Le strade secondarie di Roger Deakins |  In mostra a Bologna gli scatti del Premio Oscar

Un parcheggio visto dall’alto, vuoto eccetto per quell’unica macchina. Il paesaggio completamente innevato. Il direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, riprende questo frame di Fargo, film realizzato dai fratelli Coen nel 1996, per introdurre la poetica visiva di Roger Deakins e presentare la mostra fotografica Byways, visitabile dal 17 novembre 2022 al 15 gennaio 2023 presso il Sottopasso di Piazza Re Enzo a Bologna.

Ma perché partire proprio da questa inquadratura? Secondo Farinelli, la famigerata Parking Lot Scene incarna perfettamente la filosofia “less is more” applicata dal pluripremiato direttore della fotografia tanto alla cinematografia quanto agli scatti esposti nel capoluogo emiliano. Il campo visivo viene ripulito da tutto ciò che non è necessario a veicolare un messaggio e ⟪questo è uno dei grandi insegnamenti della mostra… siamo attorniati e avvelenati dalle immagini, lo sguardo di Deakins ci riporta al valore della fotografia⟫.

© Roger Deakins

Il libro

Prima di essere una mostra fotografica, Byways nasce innanzitutto come catalogo pubblicato da Damiani Editore lo scorso 2021; un libro dal successo immediato, che a un anno dalla sua uscita ha già raggiunto la sesta ristampa. Tanto Silvia Pesci, presidente di Damiani, quanto il Team Deakins – perché il lavoro di Roger risulterebbe incompleto senza il contributo della moglie James – si sono detti estremamente sorpresi per il successo di ⟪un libro di sketch⟫; lo stesso Deakins ha precisato più volte di non essere un fotografo professionista e che la fotografia rappresenta per lui un hobby. Nell’opera sono stati quindi raccolti i suoi scatti “privati” dalla fine degli anni Sessanta a oggi.

Il titolo assegnato prima al catalogo e poi alla mostra ⟪è venuto in mente a James mentre stavamo scrivendo l’introduzione al catalogo, quando nel parlare io più volte avevo usato le espressioni byways (strade secondarie) e highways (strade principali)… nel libro non c’è un filo conduttore, le immagini fissano dei momenti che mi hanno colpito in modo casuale, e byways indica anche il concetto delle strade laterali che capita di percorrere nella vita mentre si sta seguendo un altro cammino⟫.

La mostra

A curare l’esposizione nel Sottopasso di Piazza Re Enzo è stata la moglie di Roger Deakins, James Ellis. I due sono una coppia nella vita e sul set dai tempi di Cuore di Tuono (1992); lei, originariamente sceneggiatrice, si occupa del lato produttivo del lavoro del marito e dal 2020 realizza con lui un podcast a tema cinematografico intitolato “Team Deakins”. È più che naturale quindi che Ellis sia la persona più coinvolta in questo progetto, il quale prevede, oltre alla mostra fotografica, anche una serie di proiezioni di film che hanno visto Deakins nel ruolo di direttore della fotografia, le quali si svolgeranno fino al 20 novembre sia al Cinema Lumière che al MAST.Auditorium.

La mostra raccoglie svariati scatti già contenuti nel catalogo e alcune fotografie inedite, e rimanda alla “vera” professione di Deakins, con la proiezione di fotogrammi di alcuni film a cui ha partecipato in quarant’anni di carriera. ⟪L’accostamento tra fotografie e frame ci permette di cogliere la relazione tra queste due sfere: quella totalmente personale della fotografia e quella collaborativa del cinema⟫ precisa Farinelli, sottolineando come Deakins sia un direttore della fotografia che, pur vivendo da protagonista il lungo passaggio al digitale, abbia i cassetti colmi di fotografie in analogico.

© Roger Deakins

La fotografia

⟪Ora mi sembra di conoscerti meglio⟫ ha detto Joel Coen, con cui il direttore della fotografia collabora dai tempi di Barton Fink – È successo a Hollywood (1991), dopo aver sfogliato le pagine di Byways. Lo scopo primario di Roger Deakins è quello di osservare la realtà che lo circonda, esplorare un luogo con in spalla la macchina fotografica – al cellulare preferisce la Leica – fino a imbattersi in un’immagine che gli interessa. ⟪Scegliere quando fare una fotografia e capire quali scatti abbiano un futuro rivela qualcosa di noi⟫ e infatti la stessa composizione dell’immagine, che nel caso del DOP inglese è esclusivamente in bianco e nero, può rivelare tanto la visione del fotografo quanto variare l’interpretazione dello spettatore.

Le immagini esposte in mostra (bambini in spiaggia, paesaggi osservati tornando da un set, avventori di un luna park,…) espongono la relazione che Deakins instaura tra la fotografia e la propria libertà personale, dato che la macchina fotografica resta innanzitutto uno svago; gli scatti rivelano un’estrema intimità non perché i soggetti siano vicini alla sfera personale dell’artista, ma poiché gli attimi catturati mettono in mostra senza filtri la percezione che il fotografo ha del mondo e la sensibilità e l’ironia con cui si approccia alla vita.

Francesca Marchesini

Tutte le immagini © Roger Deakins