RITORNARE ALLA VOCE | 5 podcast italiani da scoprire

RITORNARE ALLA VOCE | 5 podcast italiani da scoprire

Se di quest’anno si potesse creare uno schema di parole, la parola podcast avrebbe un posto di primo piano nella mia vita. Ormai entrato a pieno regime tra i media più usati in America, dove dilaga già dagli inizi degli anni 2000 e si sta evolvendo oggi in nuove forme come nel caso del fiction podcast, segnando una nuova età dell’oro dello storytelling. In Italia questo strumento si sta facendo strada gradualmente, con un’affermazione più decisiva e quindi visibile durante il lockdown del 2020. Dal primo successo nostrano conosciuto dal grande pubblico nel 2017 “Veleno” di Pablo Trincia, inchiesta giornalistica dal gusto narrativo che rappresenta il caso zero in Italia al pari dello statunitense “Serial” di Sarah Koenig, fino ai casi più recenti come le lezioni di storia di Alessandro Barbero o le storie al femminile di Morgana di Michela Murgia, passando per il viaggio americano di Francesco Costa con “Da Costa a Costa”, alla scoperta della verità sulle bellezze e i lati oscuri degli Stati uniti, fino alle interviste taglio millenial di Luis Sal e Fedez in Muschio Selvaggio. Questi gli intoccabili delle classifiche che hanno avvicinato a questo mondo l’italiano su tre che oggi secondo Ipsos ascolta almeno una puntata ogni settimana.

Non fatico a capire perché sia un tema che appassiona: un mezzo nuovo, potente, dall’anima digitale ma che conserva origini antiche. Cosa c’è del resto di più longevo per l’essere umano della voce per comunicare?

Autenticità e autorevolezza sono le caratteristiche al centro del successo del podcast. Perché? In poche parole, perché della voce tendiamo a fidarci di più. Nell’epoca dell’infodemia, delle fake news, delle immagini e delle semplificazioni, sembra che il terreno sia fertile per l’affermarsi di un mezzo più intimo, anche se in fondo non così complesso o innovativo. Se la radio, infatti, resta circoscritta a un tempo preciso, quello del quotidiano, e il suo brusio di sottofondo raramente ottiene la nostra attenzione, la narrativa audio del podcast ha una carica intima e raccolta in grado di creare uno spazio di immaginazione che ricorda piuttosto la fotografia. Fissa, sì, il tempo, ma è anche frutto dell’interpretazione degli autori e lascia a sua volta modo di interpretare al suo ascoltatore.

Se non avete mai ascoltato un podcast, il suggerimento di Spinosa è di cominciare proprio adesso. I cinque podcast che vi racconto brevemente qui sotto sono stati, per me, gli ascolti migliori del 2021. Li ritengo una valida cartina geografica per chi è alle prime armi con questo strumento e un to do per chi già lo conosce. Giustizia, diritti, evoluzione, maternità e sessualità: tutto in cinque podcast belli da ascoltare e buoni da capire, digerire e riascoltare quando serve.

Buon ascolto, ovunque voi siate!

1 LIMONI – INTERNAZIONALE 

Limoni è un podcast necessario, tanto quanto lo è la memoria collettiva. Ci rimanda in modo brutale a un momento oscuro ma non di certo superato della nostra storia, raccontandoci qualcosa in più sulla cultura dell’attivismo, sulla politica e sul potere.

La voce, e le gambe, di Annalisa Camilli ci accompagnano a Genova vent’anni dopo il G8. Ed è un ritorno per tutti: per chi non c’è mai stato o per chi ci vive da sempre, ma anche per chi ha vent’anni o poco più e di quella storia conosce il rumore di contorno e la verità giudiziaria, parziale, irrisolta e strumentalizzata. Con Limoni potrete tornare a chiedervi che cosa è successo nei giorni di Genova, cosa è accaduto a tutti coloro che lì sono rimasti mentre, pezzo per pezzo, tutto crollava. Anche dopo Carlo, anche dopo la Diaz. Per ricostruire, per rendere giustizia e per non cedere all’oblio.

Limoni, ci dà l’opportunità di affrontare un anniversario difficile, mettendo sul tavolo la complessità degli eventi politici e sociali che hanno fatto sì che Genova potesse accadere. Ricostruisce a partire dai giorni del G8, ma ci porta dall’altra parte del mondo, negli Stati Uniti e non solo, per capire da dove nasce il pensiero No Global e perché l’Italia del 2001 ne è un terreno perfetto. Sentirete le voci e i suoni originali, crudi e autentici, li sentirete mutare da cori di speranza in urla di dolore.

2 PRIMA – SPOTIFY ORIGINAL & CHORA MEDIA

Dopo il successo di “Carla una ragazza del novecento”, torna la voce di Sara Poma con un podcast targato Spotify Studios e diffuso in occasione del mese del Pride, di cui è stato sicuramente un simbolo nell’ambito dei prodotti editoriali audio.

Tutto ciò grazie al racconto, biografico ma anche storico-sociale, di una donna che ha scelto di diventare invisibile al mondo dopo avere compiuto un atto sovversivo: il primo coming out pubblico nel nostro Paese. Il suo nome è Maria Silvia Spolato e la potrete conoscere, anche oggi che non c’è più, attraverso le voci di chi l’ha incontrata e amata. Ma anche di chi non l’ha mai conosciuta, proprio come Sara Poma, e che grazie a quel suo gesto ha potuto cambiare in meglio la propria vita, trovando la libertà di essere sé stessa.

Sara Poma ricostruisce i passi di Maria Silvia Spolato ripercorrendo le sue orme leggere, e arricchendo il racconto con particolari della sua personale esperienza. Scava con curiosità e gratitudine in una storia che è emblema di un segno di frattura: quello che ha dato fondamento a un’intera generazione di rivendicazioni.

NB: La sigla originale è dei Berlinist e solo questa varrebbe l’ascolto.

3 IL GORILLA CE L’HA PICCOLO – STORIE LIBERE.FM 

Il più grande nemico della terra è l’uomo. Ce lo raccontano in modo coinvolgente le voci di Vincenzo Venuto, divulgatore scientifico, e Telmo Pievani, accademico e filosofo dell’evoluzione, che tornano con la terza stagione di un podcast divulgativo capace di parlare a tutti. In questo podcast troviamo, infatti, due voci autorevoli della divulgazione scientifica che non rinunciano a tecnicismi in favore di una terminologia mainstream ma, allo stesso tempo, scelgono una trattazione ironica e comprensibile. Un fatto quanto mai rivoluzionario ai tempi in cui la sostenibilità, l’evoluzione e l’impatto di questa sul cambiamento climatico sono argomenti più che sdoganati.

Alla base del podcast, la domanda più vecchia del mondo: perché siamo qui? Come ci siamo arrivati, dove stiamo andando? Perché stiamo bruciando la nostra casa?

NB: Il Gorilla ce l’ha piccolo è un esempio di podcast flessibile. Giunto alla terza stagione, è diventato poi un libro di approfondimento dall’omonimo titolo.

4 L’ASCIUGONA – DOPCAST, Lodovica Comello 

Confesso subito il mio amore per la voce di Lodovica Comello. Per me c’è tutto: ironia, saggezza, solarità. Insomma, ascoltarla mi mette di buon umore.

Con l’Asciugona Lodovica Comello racconta una verità che è come uno schiaffo alla narrazione irrealistica e più comune della maternità. E ci fa fare tante ma tante risate.

E dire che ero partita un po’ scettica: cosa avrà da dirmi un podcast su questo tema? A me che non sono mamma e non penso che lo sarò a breve? Eppure Lodovica Comello offre una riflessione sulle aspettative sul ruolo di donna, di compagna e di figlia che avevo inconsapevolmente interiorizzato, scardina i luoghi comuni e sdogana le complessità e le difficoltà che stanno dietro all’esperienza della maternità. Il tutto condito da un’ironia tagliente.

L’Asciugona, inoltre, è l’emblema delle molteplici forme ed evoluzioni che possono caratterizzare un prodotto pensato per l’audio. Oggi è un libro e una serie di video. Lodovica registra infatti i podcast riprendendosi con una telecamera. Trovate i video sul suo profilo YT. Io però vi consiglio di concedervi di riflettere e ridere insieme a lei solo con le orecchie.

5 VENGO ANCHE IO – LENI

Vengo Anche Io è diverso da ciò che vi ho appena raccontato per una ragione più di altre: è un podcast indipendente, pensato, scritto e realizzato da una podcaster. Leni è una psicologa che ha intravisto in questo strumento un’opportunità imprenditoriale e la possibilità di rispondere a un bisogno che sentiva crescere nella comunità femminile: utilizzare la voce per parlare ancora di più e con competenza di desiderio. Iniziare a prendere sul serio temi tabù fino a pochi anni fa per le donne, come l’orgasmo, il piacere, l’auto-erotismo. È stato e continua ad essere un successo, per settimane nelle classifiche delle principali piattaforme audio, raggiungendo risultati ancora più sorprendenti se si pensa che si tratta di un prodotto indipendente.

Cosa mi ha spinto più di tutto ad ascoltare Vengo Anche Io? La prospettiva femminile ricercata per ogni tema trattato: dal sesso orale alla masturbazione, passando per il Punto G e i rapporti sessuali dolorosi. Resta, a mio avviso, un podcast inclusivo: l’uomo non è escluso dal discorso, semplicemente non è il protagonista. Ed era ora.

Si alternano, con un tono autorevole ma coinvolgente, nozioni e utili consigli di pratica tutti pensati per noi donne: ben due lezioni sulla masturbazione con esperienze femminili a confronto.

Giorgia Sottile