FORGET THE WHITE CUBE | 5 spazi espositivi da visitare in Italia

FORGET THE WHITE CUBE | 5 spazi espositivi da visitare in Italia

Il panorama artistico italiano, più precisamente il mondo dell’arte contemporanea, si sta evolvendo, e il rapporto tra la mostra e lo spazio espositivo si sta progressivamente allontanando da ogni tipo di norma. Superando la mera struttura funzionale che contiene la selezione del curatore, mostra e spazio espositivo insieme diventano un’opera ibrida, specialmente quando l’edificio è stato costruito per motivi che vanno oltre l’esposizione d’arte. Sperimentando con lo sfondo, dagli affreschi di un palazzo rinascimentale al cemento grezzo di un’ex-fabbrica, gli spazi espositivi diventano loro stessi parte fondamentale della mostra, promuovendo un dialogo aperto tra il visitatore e lo spazio, tra l’opera e l’architettura, tra il contenuto e la comunità.

Di seguito una varietà di spazi che esplorano il mondo dell’arte contemporanea e la sua esposizione, senza limiti e senza i classici muri bianchi di una galleria d’arte commerciale. Oltre le mostre, gli spazi offrono in più diversi eventi, proiezioni, visite guidate e laboratori che sono da sfruttare.

V-A-C Foundation, Venezia http://www.v-a-c.ru/foundation/ @vaczattere

Aperta nel 2017, la V-A-C Foundation occupa un palazzo storico sul Zattere, guardando verso l’isola della Giudecca. La V-A-C Foundation offre, gratuitamente, un programma di altissima qualità di mostre di arte contemporanea temporanee, spesso in collaborazione con altre istituzioni e gallerie d’arte, ad esempio Whitechapel Gallery di Londra. Al momento trovate il progetto Non-Extractive Architecture, un progetto in linea con la Biennale di Architettura che occupa la città della laguna quest’estate.

Fondazione MAST, Bologna https://www.mast.org @fondazionemast

L’Emilia Romagna ama la sua industria e lo fa vedere nella sua architettura. Fondazione MAST è l’esempio di una struttura contemporanea, costruita nel 2013, che simboleggia l’industria con l’uso di cemento, ferro e vetro, in forte contrasto con il colore arancione e rosso della città di Bologna. La Fondazione, una realizzazione di Studio Labics, ospita mostre temporanee di fotografia industriale, da Walker Evans a Danny Lyon, passando per Thomas Struth, Edward Burtynsky, Rineke Dijkstra. In esposizione trovate la mostra Displaced del fotografo irlandese Richard Mosse.

Collezione Maramotti, Reggio Emilia https://www.collezionemaramotti.org/it @collezione_maramotti

Una collezione d’arte privata fondata dalla famiglia Maramotti, ovvero i creatori di MaxMara, e oggi in esposizione nella vecchia fabbrica nella zona industriale di Reggio Emilia. Lo spazio richiama lo stile architettonico del brutalismo, utilizzando materiali durevoli e colori neutrali. La collezione ospita delle opere da dopoguerra ad oggi, con grande attenzione al movimento Arte Povera. Si trova una varietà di nomi italiani e internazionali in esposizione, come Michelangelo Pistoletto, Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Eric Fischl, Anselm Kiefer, Vito Acconci e tanti altri.

Centro Pecci, Prato https://centropecci.it @centropecci

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci si trova poco fuori dal centro storico in un edificio particolare, opera dell’architetto Italo Gamberini nei anni 80, che sembra progettato per un film di fantascienza o direttamente catapultato sulla terra dallo spazio. Lo spazio espositivo interno, strutturato come un tubo infinito, ha esposto delle opere di Ren Hang, Luca Vitone, Lisetta Carmi e altri volti noti del mondo del contemporaneo. Nei prossimi mesi trovate le mostre Simone Forti. Senza fretta, Formafantasma. Cambio e Chiara Fumai. Poems I will never release 2007–2017.

 

Fondazione Made in Cloister, Napoli https://www.madeincloister.com @fondazionemadeincloister

Le mostre temporanee offerte dalla Fondazione Made in Cloister vengono ospitate dentro il chiostro cinquecentesco di Santa Caterina a Formiello, che negli ultimi anni ha subito dei lavori incredibili di restauro. La Fondazione mira a creare un dialogo con la comunità circostante, una zona conosciuta dai locali che avrebbe bisogno di più attenzione e finanziamenti pubblici. Il confronto tra i muri cinquecenteschi e le opere contemporanee crea un’esposizione inconsueta. Al momento trovate la mostra (H)ear di Sergio Fermariello, e Feed me with domestic stuff di Diego Cibelli.

 

Glesni Williams