Tra prossimità e assenza: un’indagine famigliare

Tra prossimità e assenza: un’indagine famigliare

Nel buio, una corsa sfocata verso qualcosa che non si è potuto afferrare e che si cerca faticosamente di ricostruire. Poi la zona orientale di Salerno e le prime voci. Una cosa vicina è l’indagine del regista Loris G. Nese sulla morte del padre, nella faticosa raccolta di consapevolezze attorno a una figura così vicina eppure così opaca.

Combinando il linguaggio documentaristico all’animazione, Nese compone, capitolo dopo capitolo, l’offuscato puzzle della sua storia personale e familiare, che si innesta in continuità con la storia della città di Salerno. Siamo negli anni ‘90 e ad appena quattro anni il regista perde il padre per mano mafiosa, ancora troppo piccolo per capire il perché. È soltanto dieci anni dopo, con la notifica dell’avvenuta condanna del suo assassino, che Nese scopre il peso violento di cui il suo cognome si caricava e l’ombra amorfa del padre inizia ad assumere pian piano contorni più definiti. Da qui sgorgano inarrestabili le domande nel tentativo di rielaborare il proprio passato e la propria identità, pur attraverso il filtro di una memoria frammentata e parziale. Incollando accuratamente filmati familiari d’infanzia ad animazioni, disegni, stop motion e interviste, Nese cerca di avvicinarsi alla verità, e lo fa collezionando gli indizi che trova nei ricordi altrui. Timidamente incalza i suoi interlocutori e ciò che rimane non detto o solo accennato, prova a immaginarlo e a metterlo in scena, riedificando le proprie fondamenta. Fare il film diventa così uno strumento per specchiarsi e ritrovarsi, guardarsi attraverso le lenti distaccate della macchina da presa. 

A lungo vittima del patronimico, il regista plasma un’identità propria e libera, facendo finalmente pace con la sua Salerno, con l’amore e la sofferenza della madre, con il padre stesso. La sua indagine esistenziale non è una vera inchiesta ma un tentativo di lenire il dolore della prossimità e dell’assenza, non una ricerca spasmodica della verità ma la costruzione di uno sguardo capace di accoglierne le interpretazioni più ambigue e incomplete.

Virginia Marcolini

 

Una cosa vicina (Italia/2025) di Loris G. Nese è in programma del festival Visioni Italiane al Cinema Modernissimo mercoledì 12 novembre alle ore 20.00.