Meet the Docs! Forlì film fest – Corpi dissidenti

Meet the Docs! Forlì film fest – Corpi dissidenti

La nona edizione di Meet the Docs! Forlì Film Fest si è svolta dal 15 al 19 ottobre 2025 con il tema: Corpi dissidenti. Un’esplorazione cinematografica e culturale dei corpi — fisici, narrativi, collettivi, politici — come luoghi di resistenza, trasformazione e immaginazione. “Corpi dissidenti sono i corpi che rifiutano di conformarsi, che si sottraggono alle narrazioni dominanti, che reclamano spazio, parola, visibilità.”

Tre recensioni di tre cortometraggi (di registi under 35).

Bobby
di Erica De Lisio (2025, Italia, 15’)

Gigantesche pale eoliche si muovono sopra una campagna rigogliosa, incombenti. In un autunno che sembrerebbe senza tempo, se non fosse per gli enormi dispositivi produttori di energia “pulita”, una coppia di anziani cerca Bobby, l’ultimo di una stirpe di cani di campagna che ha da sempre vigilato su quelle terre irpine. Quello di Erica De Lisio, giovane autrice campana, è un viaggio nella memoria di luoghi ora abbandonati, che un tempo erano vivi e fecondi. L’alternanza di scorci del presente e di meravigliosi materiali d’archivio – forniti da Aamod, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico – ci porta a riflettere sulla ferita che non è solo del Meridione, ma di tutta l’Italia contadina e di provincia. L’abbandono della terra, soprattutto dopo il terremoto del 1980, ha portato a uno svuotamento, non solo fisico ma anche simbolico, che ha lasciato spazio alla polvere e alle ragnatele, più che a un fantomatico progresso. Bobby resta l’ultimo baluardo di una vita che non c’è più e più potrà esistere, sepolta dalla coltre del tempo e della nostalgia.

Zoe Ambra Innocenti

Un modo di sorridere insolito
di Veronica Orrù (2024, Italia, 21’)

Veronica Orrù risemantizza alcuni film di famiglia provenienti dalla Cineteca Sarda, ragionando sul concetto di rapporti familiari disfunzionali. La regista ha saputo valorizzare non solo i materiali d’archivio, ma anche il personale girato VHS, mettendo in perfetta armonia epoche e formati diversi. Il commento audio e testuale non risulta mai invasivo, ma si fonde perfettamente con le immagini restituendo una narrazione intima… con quest’opera di found footage la Orrù rielabora artisticamente le proprie fragilità, quasi che il cortometraggio assuma una valenza terapeutica, regalando al pubblico un pezzetto della propria interiorità.

Francesca Marchesini

Forse i sogni devolvono le ossa
di Valentina Pietrarca, Aman Novara e Claudia Persia (Italia, 4’)

È possibile dissolversi in un’immagine? Guardando gli archivi familiari, forse sì: osservando le mani e i gesti che ancora comunicano ma solo in forma di presenza filmica, costruendo un’intimità con vite sconosciute eppure in qualche modo simili alla nostra, lasciandoci trasportare lontano dal tempo che è un inganno e dalla nostra soggettività che è relativa, ci sembra di appartenere a un’umanità-fiume. E così ci disperdiamo, diventando anche un cane, una cascata, un torrente, un campo di fiori. Dimentichiamo la lingua umana, sogniamo con la saggezza della pietra, la pazienza dell’acqua, fino a trasformarci nell’essenza più misteriosa: il tempo. Un cortometraggio che lavora con il linguaggio di dissolvenze e sovrapposizioni, in un gioco poetico di metamorfosi e immanenza.

Carlotta Centonze