Recensione di Chiara Seghetto Nel 1828 in una piazza di Norimberga appare dal nulla un giovane che sa solo pronunciare il suo nome: Kaspar Hauser. Cresciuto a pane e acqua nel buio di una cella, epilettico, non conosce i bei modi del vivere borghese dell’epoca. Prontamente accudito, educato, “civilizzato”, la società che lo ha accolto...