Il porno è libertà | Recensione “Porno e Libertà” a cura di Andrea Pedrazzi

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Il porno è libertà | Recensione “Porno e Libertà” a cura di Andrea Pedrazzi

Porno e libertà: il porno è libertà.

La cultura è indispensabile per ottenere la propria libertà. Ogni forma culturale rappresenta di per sè un passo verso l’affermazione delle proprie convinzioni, delle proprie idee e di conseguenza dell’abbattimento delle barriere che imbrigliano la libertà di espressione. Ciò che preme maggiormente al documentario di Carmine Amoroso è mettere subito in chiaro questo aspetto: il porno, così come lo si era concepito a cavallo tra gli anni 60 e 70, nel periodo della propria diffusione, è una forma d’arte rivoluzionaria, capace di ottenere una rilevanza pari a quella del cinema, del teatro e della musica. Non a caso il documentario si apre con le dichiarazioni di uno dei principali sostenitori di questa tesi, Lasse Braun, noto regista nell’ambito pornografico, il quale è chiamato a raccontare la propria esperienza, iniziata quando contrabbandare riviste erotiche era considerato un reato penale e culminata con l’istituzionalizzazione del porno e le proiezioni dei suoi film all’Olympia di Cannes.

Da qui parte un viaggio attraverso gli anni in cui l’erotismo ha dovuto lottare per guadagnare la propria affermazione all’interno dell’industria culturale e riguardante le lotte che gli esponenti di questo movimento hanno intrapreso per abbattere quei muri legali e morali che resistevano attorno all’argomento in questione. Tutto ciò in contemporanea con una delle pagine più importanti per la liberalizzazione della propria sessualità, quella Rivoluzione Sessantottina che viene utilizzata anche dal film come sfondo per gli eventi che hanno portato all’esplosione del fenomeno dell’arte erotica. Quello è il periodo che al regista preme maggiormente raccontare, come una cesura epocale che ha portato al passaggio da un’era di conservatorismo estremo ad una modernità in cui ognuno potesse essere libero di esprimere le proprie passioni ed aspirazioni. Gli ostacoli principali furono rappresentati da quelle che all’epoca erano le due principali forze politiche, ovvero la Chiesa ed il Comunismo. Apparentemente in antitesi tra loro, all’interno dell’opera vengono entrambe citate a più riprese come le principali fonti di resistenza nei confronti della libertà sessuale e di conseguenza della neonata industria erotica. Due linee narrative, quella sociale e quella culturale, parallele e strettamente connesse tra loro, le quali di pari passo hanno portato ad una mutazione nell’immaginario collettivo; ad un’apertura nei confronti di questi nuovi valori.

Il lavoro di Amoroso è minuzioso nell’utilizzare immagini di repertorio e dichiarazioni di chi in quegli anni era in prima linea tra proteste, manifestazioni e progetti artistici rivoluzionari. Personalità di richiamo nell’ambito culturale di quel periodo che vanno dal il già citato Lasse Braun, al fotografo Riccardo Schicchi, passando per la fondatrice del Living Theater Judith Malina. Tanto convenzionale nella struttura, la quale si limita ad alternare suggestivi montaggi di repertorio alle dichiarazioni frontali dei personaggi chiamati in causa, quanto pregno nei contenuti e nello spirito, ricreando in maniera efficace gli umori che animavano i giovani rivoluzionari. Ciò grazie ad un sapiente utilizzo dei materiali video a disposizione ed a delle musiche d’accompagnamento perfettamente inerenti al contesto, le quali, tra gli altri, strizzano l’occhio ai The Doors per poi spingersi fino agli Skiantos. Lo spettatore viene immerso nelle atmosfere dei primi anni 70, circondato dalle ideologie che rappresentavano il massimo ideale di libertà.

Ma come già riportato in apertura, l’obiettivo principale di Porno e libertà è quello di far percepire i prodotti erotici come delle opere culturali a tutti gli effetti ed è in quest’ottica che viene presentata, quella che può essere percepita come la presenza principale del documentario. Ilona Staller viene raccontata come una figura quasi mitologica, un emblema della rivoluzione ed, a tratti, anche come una martire, perseguitata ingiustamente dalle forze conservatrici che non concepivano il suo operato, approcciandovisi con la superficialità di chi vuol giudicare senza comprendere. Il suo personaggio viene enfatizzato da una narrazione che racconta Cicciolina in modo distaccato e quasi sacrale, per poi introdurla in maniera quasi inaspettata ed attribuendole, così, ancora più importanza nel momento della sua apparizione. Una consacrazione artistica che serve a ribadire il concetto di erotismo come forma d’arte riconosciuta universalmente. Un genere che al pari degli altri e forse in maniera ancora più dirompente ha saputo segnare un’epoca e ridisegnare delle strutture etiche e sociali opprimenti.

Il film di Carmine Amoroso si presenta quindi come il racconto di un frammento di storia che va ad innestarsi all’interno del percorso dell’umanità verso la propria realizzazione. Il Porno è un elemento costituente del concetto di libertà e la libertà è la via più diretta per giungere in quella dimensione astrusa che prende il nome di felicità.

Andrea Pedrazzi

(vedi sotto il programma della serata)

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Programma della serata:

19:00 ☛ Apertura LOFT Kinodromo (Via San Rocco 16, BO).

19.30 ☛ LOFT Kinodromo (Via San Rocco 16, BO)
Incontro con Helena Velena e le autrici del progetto di ricerca sulla pornografia InsidePorn. Insieme a loro dialogheranno Francesco Costabile e Dario Bonazelli rispettivamente produttore e distributore (I Wonder Pictures) del film Porno & Libertà.

21.15 ☛ Europa Cinema (Via Pietralata 55, BO)
Porno&Libertà di Carmine Amoroso (Italia/2016/77’).
Nell’Italia degli anni ‘70, un Paese ancora prigioniero di una visione puritana del sesso, un gruppo di ribelli inizia una battaglia contro la censura, sfidando il “comune senso del pudore” con l’arma della pornografia.

PROIEZIONE VIETATA AI MINORI DI 14 ANNI.

COSTO BIGLIETTO:
★ al Cinema 5 euro con tessera AICS (si può fare direttamente al Cinema). Biglietto intero 8 euro.
★ al LOFT l’entrata è libera con tessera AICS obbligatoria.

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