Dal 13 al 15 dicembre 2024 si terrà a Cagliari la seconda edizione di Cagliari Film Essay, il festival dedicato al film saggio nelle sue varie declinazioni e forme.
Getty Abortions
Germania, Austria | 2023 | 22’
di Franzis Kabisch
Una donna, completamente sola, si copre il viso, per disperazione o vergogna immaginiamo, e siede in una posizione fetale, oppure guarda fuori da una finestra. Sta piangendo per la morte di qualcuno? È depressa? Secondo la maggior parte dei giornali e delle riviste che utilizzeranno infinite variazioni di questa immagine, quella donna ha abortito. Come appaiono, dunque, le immagini che vengono associate all’aborto? In che modo contribuiscono a costruire l’immaginario collettivo che sta intorno al tema?
La regista Franzis Kabisch porta avanti una ricerca visiva che possa rispondere a queste domande, riflettendo sul potere delle immagini e sulla capacità che esse hanno di influenzare emotivamente l’opinione pubblica. Partendo dalla propria esperienza di donna che ha vissuto un aborto, Kabisch si chiede per quale ragione la foto che la immortala subito dopo aver abortito sia così discordante dalla rappresentazione giornalistica della “donna che ha abortito”: nella prima vediamo Kabisch sorridente e visibilmente sollevata mostrare in camera il grumo di sangue espulso con a pillola abortiva, nelle altre il solito schema di ragazza sola con mani in faccia e atteggiamento colpevole. Forse le foto stock non dicono tutta la verità.
Dai magazine per ragazze dei primi anni duemila a ritroso, Getty Abortions conduce un’esplorazione visiva che, utilizzando la forma del desktop documentary, è in grado di analizzare – per decostruire – la narrazione mediatica dell’aborto, ricordandoci la costante necessità di interrogare e mettere in discussione le immagini.
Carlotta Centonze

Dildotectonics
Portogallo | 2023 | 15’
di Tomás Paula Marques
Il movimento tettonico tra due zolle terrestri è una teoria scientifica in grado di spiegare una serie di fenomeni geologici come le attività sismiche e vulcaniche, la formazione delle montagne, e tanto altro. In Dildotectonics, presentato al Visions du Réel nel 2023, la storia di unə giovane atrigianə di dildi d’argilla e quella di Josefa, suora condannata per contumacia dall’inquisizione, come due zolle, si incontrano, scorrono l’una accanto all’altra, accomunate dalla ricerca del piacere, che trova nel dildo una manifestazione culturale prodotta fin dalla preistoria.
Nelle immagini granulose e dalle sembianze analogiche di Tomás Paula Marques, regista, sceneggiatrice e direttrice della fotografia del film, passato e presente sfilano, sembrano coesistere nello stesso momento, negli stessi boschi di Serra de Arga, come se bastasse soltanto girare l’obiettivo verso il fuori campo per cogliere due suore innamorate abbracciate una all’altra, in attesa di consumare il loro amore intensificato dall’uso del dildo per un’ultima volta, mentre l’artigianə finisce di colorare di viola la sua creazione.
I boschi, il fogliame, i tronchi degli alberi ci ricordano che la natura segue le forze che l’attraversano, i suoi meccanismi interiori, come i movimenti tettonici appunto, e come loro anche le persone sono attraversate dalla tensione al piacere: a molte è costato caro farlo e anche per questo è necessario continuare a riflettere sui modelli sessuali, fino a mettere in discussione la stessa forma fallica.
Alessio Chiappi

Le Fantôme de Mariupol
Svizzera | 2023 | 10’
di Marie Chemin
La regista Marie Chemin trasforma Google Street View in un portale fantasmatico. Non è solo uno schermo: diventa una finestra sul passato. Ci immerge nelle strade di una Mariupol scomparsa, intrecciando immagini di pace, ormai passate, con la realtà della guerra di oggi. Una bicicletta appare ripetutamente nel panorama virtuale, sollevando una domanda intrigante: a chi appartiene?
Il film introduce Андрэй (Andrej), un cartografo involontario, un abitante che non conosciamo se non attraverso i suoi paesaggi. Anni di contributi su Google Maps, abbracciando il suo punto di vista entriamo nei dettagli della sua vita quotidiana, arrivando fino alla sua strada, il suo balcone, la sua casa. Le fotografie, scattate in momenti diversi, congelano il tempo e mostrano il progressivo avvicinarsi degli eventi: prima la pandemia di COVID-19, poi l’invasione russa del 2022. Ma che fine ha fatto Andrej?
Mariupol, città portuale strategica nel sud-est dell’Ucraina, ha subito una delle peggiori devastazioni del conflitto. Tra febbraio e maggio 2022, il suo assedio ha causato danni enormi, lasciando il 90% degli edifici distrutti. La città è diventata un simbolo della resilienza ucraina. Lo schermo passa da una vista a 360 gradi alla successiva, mentre Chemin riflette sui ricordi e sui segni che lasciamo nel mondo digitale, un’impronta che chiunque può scoprire e con cui può anche empatizzare.
Glesni Williams

