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Cosa saremmo diventati senza MTV? | Intervista al regista Carlo Strata

Per il nostro progetto Musical LOFT: i supporti della musica raccontati dai protagonisti, abbiamo intervistato Carlo Strata, regista e socio Kinodromo, che per questo terzo appuntamento di sabato 8 aprile ci racconterà il ruolo del videoclip nell’era del Compact Disc: quando MTV ha cambiato la nostra percezione visiva della musica.

Intervista a cura di Giuseppina Aloe. 
 
> Anche tu sei figlio degli anni 70 come me. Siamo cresciuti quando ancora in tv c’era poco più che la Rai, la mitica Raffella Carrà iniziava ad imperversare ma sostanzialmente non esisteva la musica in tv se non live. Poi negli anni 90 (80!NDR) comparve nelle nostre vite MTV. E si aprirono mondi magici di pomeriggi con la tv accesa mentre facevamo i compiti: Pop Corn e Videoclip… ed era quasi sempre una sorpresa. 
 
Ricordo che il giorno dopo la prima di MTV, a scuola non si parlava d’altro se non di “Video Killed the Radio Star… ricordo anche di aver letto questo aneddoto: “…a New York si sono accorti che i Duran Duran (che uscirono con la loro prima clip RIO) vendevano dischi solo nelle zone in cui veniva captata MTV”.

> Ricordo la prima volta che vidi il video di Madonna “Like a Prayer”: rimasi a bocca aperta con crocifissi che bruciavano e lei trafelata in sottoveste davanti ad una statua in chiesa. Te la ricordi? Lei fece scalpore … Erano i tempi dei videoclip narrativi, come dei cortometraggi che raccontavano la storia del brano musicale. Cosa è cambiato oggi?
 
Tante cose, ma qualcuno potrebbe dire che “The song remains the same” di fatto l’obiettivo del videoclip rimane quello di pubblicizzare il brano musicale. Oggi come allora si è alla ricerca dello scalpore e l’asticella si sposta sempre di più con il mutare dei costumi… forse il vero grosso mutamento è stato portato dall’evento del web e delle tecnologie a basso costo.
Prima facevano i videoclip solo le star o quelli che erano sotto contratto di una Major: ora li realizzano tutti quanti!  
Quando iniziai questo lavoro di regia verso la fine degli anni 80 si lavorava con artisti che erano diventati famosi anche senza l’apporto dei video; mentre a inizio anni 2000 un mantra che si sentita tra gli artisti emergenti era “Videoclip Ergo Sum – Adesso che ho il videoclip mi sento che esisto musicalmente”.

Prima degli anni 90 ad un brano musicale ciascuno legava la propria storia personale. Eravamo abituati ai video dei concerti ma non ai videoclip. Poi con l’avvento dei videoclip è l’artista stesso che ti propone una storia. Cambia tutto vero? 
 
Ogni videoclip ha una sua gestazione differente. A volte l’artista non si interessa alla cosa, a volte suggerisce una tipologia di “mood” e da quello cerchi di scrivere una traccia che possa adattarsi a quel brano tenendo conto della consistenza del budget.
 
> Ci consigli un paio di videoclip cult? e spiegaci anche perché ritieni che siano tali.
 
Mi piace tantissimo “Sabotage” dei Beasty Boys per la regia del grande Spike Jonze per la sua atmosfera da poliziottesco B–Movie, dove è eccellente l’appoggio delle immagini sulla musica, e non era un pezzo “facile”. Mi piace molto Jonatha Glazer e il suo “Song for the lovers” (brano di Richard Ashcroft) per le sue atmosfere rarefatte. Ma anche il censuratissimo dei The Prodigy “Smack My Bitch Up” per la regia del tostissimo di sempre Jonas Akerlund. Poi la lista potrebbe diventare lunga, certo che gli anni 90 hanno portato il videoclip ad essere una forma d’arte a tutti gli effetti, per cui viene più da consigliare le videografie di certi registi più che i singoli clip: Spike Jonze, Michel Gondry, Chris Cunningham, Jonas Akerlud, Floria Sigismondi, Jonatan Glazer, Stephane Sednaoui. 

 
 

> Se dico CD a cosa pensi?  Un colore, una emozione, un ricordo, un personaggio VIP con cui hai lavorato.
 
Penso all’attrazione che mi spinge ed entrare nei negozi di dischi ogni volta che ne incontro uno; sempre in caccia di qualche CD (magari in offerta) che mi manca…

Vip?! non saprei, ho lavorato con Vasco, Sting, Zucchero e metà dei cantanti italiani nel corso di 25 anni di lavoro! Tante emozioni, le più belle?! Ovviamente con quel super genio di Freak Antoni!

 

> Qual è il video clip che hai girato che ti ha divertito di più? 
 
Quando giri un videoclip il livello di concentrazione e di coinvolgimento è talmente alto che parlare di “divertimento” non è corretto. Al limite si può parlare di “tasso di adrenalina”.
 
E quale è stato il video clip che ha richiesto più lavoro, più fatica per realizzarlo?
 
Sicuramente “Mary” dei Gemelli Diversi perchè ha avuto una gestazione molto laboriosa, ma considerando che risulta a distanza di anni il mio video più conosciuto, direi che è stato tutto tempo speso molto bene!
 
 

> So che sei un appassionato di musicassetta. Cosa ne fai delle tue cassettine? le ascolti? dove le conservi? Hai anche un giradischi? 

Le ho sempre collezionate fin da piccolo e mi divertivo molto a farci le copertine personalizzate scrivendo minuziosamente tutti i titoli; le uso ancora col mio stereo vintage a doppio lettore di cassetta. Il piatto per il vinile non lo posseggo, ho però qualche vinile… ma come si è capito bene: sono figlio dell’era del CD 🙂

 

Ringraziamo Carlo Strata per l’intervista e rilanciamo a questo sabato 8 aprile per il 3° appuntamento con Musical LOFT. Programma Musical LOFT sabato 8 aprile > Compact Disc Evento FB. Qui se volete conoscere il Progetto Musical LOFT 
Giuseppina Aloe
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