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NO FOOL NO BLUES (di Niccolò Manzolini)

[Recensioni non convenzionali, dibattiti, causticità, minimalismo, lungaggini, spoiler a tutto spiano, digressioni, riflessioni, finestre che si aprono e porte che si chiudono.

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Ogni storia vale un penny

di Niccolò Manzolini

Sleepy John Estes perse un occhio giocando a baseball. Era un cantante sopraffino, stile Cryng, piangente. Il Blues è strazio e lamentazione, è la fatica quotidiana. Negli anni ’60 divenne completamente cieco e viveva in un tale stato di povertà che fu dato per morto dai suoi stessi amici. Scriveva canzoni sulla gente di Brownville: su un noto avvocato che diventò senatore, sul meccanico del paese, sui coltivatori di canna da zucchero, su una ragazzina incline all’amore facile… Si racconta si recasse alle prove saltando sui treni merci.

Di Blind Blake, al secolo Arthur Phelps, sopravvivono 80 pezzi ragtime, registrati per la Paramount Records, e una sola unica fotografia: lui seduto con la chitarra in grembo e l’abito che usava per andare a messa. Beveva come una spugna ed è morto a 38 anni, solo come un cane. Un anno dopo la Paramount fece bancarotta.

Willie Mc Tell ha perso la vista da bambino. Morto suo padre, divenne un chitarrista vagabondo e incise pezzi per un numero davvero icredibile di etichette ai quattro angoli del paese… Suonava in fingerpicking una dodici corde e scriveva gli spartiti in braille… Non ha mai scritto una canzone che abbia davvero sfondato. Bob Dylan disse in un suo pezzo che “purtroppo nessuno potrà più suonare la chitarra come Blind Willie Mc Tell”.

Bukka White suonava magnificamente già all’età di nove anni, grazie a suo padre che non era un semplice ferroviere, ma un polistrumentista che guidava i treni. Bukka era cugino di B.B. King e sembra sia stato lui ha regalargli la sua prima chitarra. A trent’anni finì in galera per aver sparato a un uomo in una rissa. Pare fosse innocente, ma in prigione scrisse i suoi pezzi migliori. A Memphis faceva l’operaio.

Blind Willie Johnson era del Texas. Suo padre voleva che diventasse un predicatore, ma lui si costruì la sua prima chitarra con una scatola di sigari. La sua matrigna gli cavò gli occhi perché l’aveva spiata con un altro uomo. Suonava spesso agli angoli delle strade, con la chitarra sulle ginocchia, usando un coltello per fare lo slide. Incise 30 pezzi per la Columbia e fu arrestato per aver fatto scoppiare una rivolta, cantando “If I Had My Way I’d tear the building down”.

La leggenda vuole che Robert Johnson fosse un mediocre chitarrista, ma avesse incontrato il diavolo a un crocicchio e che questo gli avesse insegnato a suonare il blues in una sola notte. Morì avvelenato da un whisky alla stricnina, perché si era scopato la moglie del padrone.

Il diavolo torna sempre a chiedere il conto…

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