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LES JEUX SONT FAIT, RIEN NE VA PLUS (di Lucia Malerba)

E’ fatta. Il trentunesimo Torino Film Festival è finito. Ieri sera alle 20:00, dopo ore di pronostici e scommesse che nemmeno il fantacalcio, sono stati annunciati i vincitori. Quelli veri.

E no, noi non ci avevamo preso (quasi) per niente.

Origliare in sala stampa si è rivelata un’attività in fondo poco remunerativa e il giornalista che sembrava beninformato non lo era poi così tanto. Quella che pareva essere una mossa di marketing di Virzì in conferenza stampa (lasciarsi sfuggire in anticipo il nome del vincitore) non era che un’ allegra battuta, o forse un depistaggio. Insomma una cosa di nessun conto detta così, tanto per dire.

Insomma, se fossi un’investigatrice privata probabilmente dovrei pensare a cambiare lavoro. Per fortuna però non lo sono; passiamo quindi alla lista dei film premiati dal TFF 2013.

club-sandwich-vincitore-anche-del-mouse-doroIl premio come Miglior film, insieme ai €15.000 in palio, va a Club Sandwich (qui il trailer), del messicano Fernando Eimbcke (messicano era anche il presidente della giuria che lo ha premiato Guillermo Arriaga). Definito da Variaty deadpan-comic, dotato cioè di un umorismo e una comicità asciutte, impassibili, composte, il film osserva e racconta in maniera minimale il rapporto tra una madre e il figlio quindicenne, nel momento in cui una potenziale “prima fidanzatina” si affaccia nel loro rapporto esclusivo.

Il nostro Pelo Malo (dato, sbagliando, per vincitore nel mio totofilm) non se ne va però a mani vuote: a Mariana Rondòn, regista e sceneggiatrice del film, va il premio per la miglior sceneggiatura, mentre alla protagonista Samantha Castillo va il premio per la miglior attrice.La-mafia-uccide-solo-destate-poster-432x606

Gabriel Arcand si aggiudica il premio come miglior attore per Le démantèlement del canadese Sebastien Pilote, mentre il pubblico incorona Pif e il suo La mafia uccide solo d’estate (e questa vittoria in effetti potevo anche prevederla visto l’affettuoso entusiasmo, condito da un po’ di orgoglio patriottico, con cui il film è stato accolto da pubblico e critica. Ma niente da fare, i pronostici proprio non sono il mio mestiere).

Il premio della giuria va invece a un francese: 2 automnes 3 hivers di Sébastien Betbeder. Forse questo premio è un po’ anche per risarcire la Francia, presente nel concorso ufficiale con ben tre film (su quattordici) e nessun vincitore, e di cui questo, a mio avviso, era forse il meno interessante.

la-locandina-di-2-automnes-3-hivers-di-sebastien-betbederRacconto un po’ alla Amélie Poulain (non direttamente simile, ma in un non so che di “carinamente” bizzarro) su due coppie e le loro crisi e i loro pensieri. Soprattutto i loro logorroici e incessanti pensieri, voce narrante ininterrotta.

Sottolineo però “a mio avviso” perché (ormai inizio a farci il callo) mentre lo guardavo perplessa, scervellandomi nel tentativo di capire cosa di questo film proprio non mi convincesse, il resto del pubblico in sala rideva di gusto, divertito e intenerito da questa commedia francese (molto francese) e dai suoi protagonisti trentenni (molto trentenni). Ma tant’è.

La lista di premi sarebbe ancora lunga, ma mi limito a riportare quelli della sezione TFF DOC, a cui  sono particolarmente affezionata per la varietà di sguardi, sperimentazioni e tematiche, rimandando chi volessea_spell_ward..._poster saperne di più al sito ufficiale del Festival.

Per la sezione Internazionale.doc a vincere è l’ormai affermata coppia formata da Ben Rivers e Ben Russel, con A spell to ward off the darkness,  opera a cavallo tra il documentario, lo studio etnografico e la sperimentazione visiva. Tre atti: una comune di fricchettoni in Estonia, un solitario viaggiatore e il concerto di una band blackmetal. Forse un po’ fredda ed estetizzante, ma visivamente ampia e accattivante, con un suo fascino quasi esoterico e arcaico.

locandinaPer la sezione italiana.doc è il documentario, di cui si è già parlato in questa sede, di Edoardo Morabito ad aggiudicarsi il premio come Miglior film: I fantasmi di San Berillo, viaggio (umano, letterario, fisico) in un quartiere sventrato, mutilato, gentrificato di Catania e negli anfratti di ciò che ne rimane.

Degli altri, tanti, film avremo ancora modo di parlare a lungo, perché questo blog per fortuna non finisce insieme al Festival.

Per ora invece non ci resta che incrociare le dita nella speranza che tanti dei titoli visti a Torino trovino un loro (anche piccolo) posto in sala. Non solo i soliti noti, i vincitori, quelli che riescono, per un verso o per un altro, a farsi largo nella folla raggiungendo il grande pubblico, ma i piccoli lavori nascosti di tanti giovani, originali e meritevoli cineasti.

Insomma quelli che anche noi del Kinodromo, nel nostro piccolo, cerchiamo di aiutare nel farsi largo in questo mondo spietato.

Ps. Avete qualche desiderio? Vorreste vedere uno dei film “nascosti” del TFF e nominati in questo blog? Scriveteci. Non vi promettiamo niente ma faremo il possibile per soddisfarvi!

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