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IL TFF VISTO DAL KINODROMO (di Lucia Malerba)

GUIDA PRATICA DEL FESTIVALIERO (NON PROPRIO) MODELLO (di Lucia Malerba)

Il Kinodromo sbarca a Torino in una fredda e limpida domenica mattina, con il regionale partito alle 5 da Bologna. Il trentunesimo Torino Film Festival è in pieno fervore. E’ iniziato venerdì 22 e andrà avanti a ritmi serrati fino a sabato 30 Novembre.

La direzione di Virzì sembra riscuotere approvazione: le sale sono sempre piene e tanti sono anche i biglietti singoli venduti. Questo almeno è quel che si sente dire, ma noi vogliamo vederlo coi nostri occhi.

Ritirato il nostro accredito professionale (che lusso) ci accingiamo a sfogliare il programma per decidere il da farsi. Davanti a tanti titoli si va quasi in confusione, provando ciò che sente un goloso impenitente davanti alla vetrina di una pasticceria: l’imbarazzo della scelta. Da dove cominciare?

IMG_0407Parte così il tour de force visivo, visionario, visuale che ogni festival richiede. In questo caso accompagnato anche da un vorticoso correre di sala in sala, saltellando come stambecchi impazziti da un cinema ad un altro. Le location infatti sono varie. Tre cinema, ognuno dotato di almeno tre sale, ospitano le proiezioni : il Lux, il Massimo e il Reposi. Numerose sono anche le varie sezioni del programma: dai film in concorso Torino 31, a Festa Mobile, TffDoc, Onde, After Hours, Italiana Corti, retrospettiva New Hollywood e tanti altri ancora.

La scelta e l’incastro dei film da vedere di giorno in giorno richiedono sangue freddo e pensiero strategico. Come se si giocasse una partita a scacchi, si selezionano accuratamente le proprio mosse, tenendo conto dei tempi tecnici per spostamenti, code, pause pranzo volanti e puntate alla toilette. Senza dimenticare di procurarsi i biglietti per il giorno seguente! Nulla può né deve essere lasciato al caso.

Fortunatamente il clima è dalla nostra parte e ci vengono incontro delle giornate terse e piene di sole. Torino è abbagliante. Soprattutto per questo popolo di cinefili che entra ed esce dalle sale buie fin dalle prime ore del mattino e che di tutto questo sole non vede che degli sprazzi tra un film e l’altro: lame di luce feriscono la retina del povero festivaliero che si affretta a sgusciare da un antro all’altro, finendo con l’assomigliare più a una talpa che a un uomo, con gli occhi rossi strizzati contro ill sole inatteso.

Sia chiaro, queste non sono lamentele, anzi: è la beatitudine, il paradiso per l’amante del cinema che si crogiola nelle poltrone delle sale, in attesa che un nuovo film inizi, masticando un panino freddo e facendo segni con la biro sul programma sempre più unto e consunto.

Grande luogo di socializzazione e incontro di questa bizzarra popolazione, che per dieci giorni popola il centro della città, sono “le Code”. Se si sceglie di andare a vedere un film bisogna preventivare fila all’entrata (poca o tanta, dipende da ora, luogo, clima, fortuna, variabili umane e chissà quale insondabile allineamento astrale). Noioso forse, ma è qui che tutto succede, è qui che la vita sociale ha il suo apice: ci incontra e scontra, si scambiano pareri, consigli, strette di mano, a volte insulti per discordanza di giudizio sul tale o tal altro film; forse nascono anche degli amori o forse odi profondi.

IMG_0462La parte più divertente (e utile per tastare il polso del festival) sta però nella raffinata e antica arte dell’origliare. Tendere l’orecchio alle conversazioni alle proprie spalle o al fianco, per carpire idee, sentire pareri e lamentele, pettegolezzi e notizie. Si intuisce così quali sono i film più discussi, quelli che vanno per la maggiore, quelli che più fanno parlare di sé, per merito o magari solo per fama. Anche in base a questo si può poi decidere di cambiare i propri piani, magari inseguire (o evitare accuratamente) un certo titolo.

Noi però siamo qui per cercare pane per i nostri denti, per cogliere spunti e suggestioni in sintonia con il nostro stile. Difficilmente quindi ci sentirete parlare dei soliti noti: i Coen, i Mazzacurati, i Pif non ci preoccupano, sappiamo che troveranno il loro spazio e la giusta (forse) visibilità nelle sale. Sono i titoli nascosti, le piccole chicche che spesso si celano (e rimangono) nei festival che ci premono.

Diamo quindi il via a questo racconto del TFF visto dal Kinodromo, inaugurando allo stesso tempo il nostro blog che diventerà luogo di raccolta di suggestioni, idee, notizie e chi più ne ha più ne metta.

Pronti i pop corn? Allora mettetevi comodi. Buio in sala. Sigla. Titoli di testa.

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