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The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman (UK/USA, 1975, 100')

THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW  ( UK – USA / 1975 / 100 min)

In una notte di tempesta una coppia di fidanzatini (Susan Sarandon e Barry Bostwick), rigidi e timorati, si ritrova in uno stravagante castello che ha tutta l’aria di non poter essere altro che un set di film horror, dove ha luogo l’anticonvenzionale convention della galassia Transilvania.

Una storia parodistica con richiami al B-movie (nello specifico agli Hammer Film anni ’50 e ’60),  il cui protagonista, Dr. Frank-N-Furter (Tim Curry), è un travestito proveniente dalla galassia Transilvania, carismatico, eccentrico e trasgressivo: il pezzo forte del film. Come un Fankenstein in versione gaudente e lussuriosa, crea la vita e lo fa per soddisfare le proprie voglie. La sua creazione è Rocky Horror, caschetto biondo e coulottes d’oro, muscoli scolpiti e funzione di giocattolo erotico.

rocky_horror_picture_showLet’s do the time warp again! E il culto del Rocky Horror Picture Show decolla tra bizzarri costumi, palme finte, Gioconde appese ai muri, provocazioni, ironia e irriverenza. Un musical scanzonato, colorato, colmo di doppisensi e gusto camp.

Gli elementi-tormentone indispensabili a nutrire il culto non mancano: dalla Time Warp Dance con le sue mosse degne del miglior ballo di gruppo, ai costumi che sembrano rimasugli della festa di carnevale in un night, e poi i colori sgargianti, il trash divertito e orgoglioso,  la strillata presa in giro del buon senso e del buon costume, i ritmi rockettari, coinvolgenti e spaventosamente orecchiabili. Frank’N Furter ha un innegabile fascino, irriverente e kitsch, come del resto tutto il film. E la giovane Susan Sarandon in intimo da nonna che si scopre pantera non può non far sorridere.

Tutto concorre a fare del Rocky Horror Picture Show un fenomeno di culto che non ha eguali nella storia del cinema. Forse solo Star Wars ha raggiunto apici di simile sfegatata adorazione.

In casi come questo, le vicende che stanno dietro alla diffusione e alla fama di un film contribuiscono a definirlo ancor più degli elementi del film stesso. Nato come adattamento a partire da un musical teatrale di discreto successo conobbe il suo trionfo in seguito alle proiezioni come Midnight Movies in un cinema di New York. Da quella piccola sala il mito dilagò, raccolse fan in giro per il mondo, e si trasformò in un cult immortale.

A risultare particolarmente significativo è il modo in cui questo film è vissuto, nonché venerato, dai propri fan: si arriva alle proiezioni vestiti come i personaggi della storia, si partecipa attivamente durante la visione, si organizzano feste a tema, reunion e celebrazioni in occasione degli anniversari. Un vero e proprio culto con i propri rituali. La sfortuna per chi non fa parte della cerchia dei seguaci è quella di poterne essere spaventato e, soprattutto, di rimanere escluso da quella che forse è la vera chiave del successo di questo film: il divertimento e la condivisione.

Una tale fama infatti può instillare anche una certa diffidenza. Ovviamente il pregiudizio si smonta facilmente, basta essere raggiunti dal primo motivetto musicale (Dammit Janet!) e dal primo movimento di bacino o ammiccamento, per cedere alle lusinghe del trash.

Ma la sensazione in fondo è quella di perdersi qualcosa quando si vede il film in solitudine o durante una normale (e formale) proiezione non partecipata. Che se non si è tipi da reunion in costume e da culto di gruppo si rimarrà esclusi da qualcosa senza capire il vero spirito di questo film fino in fondo (né il motivo di un tale abnorme e duraturo successo).

Alla luce di quanto detto fin qui, per una visione davvero completa e appagante, si consiglia di recarsi al cinema tenendo a mente questi piccoli consigli da seguire durante la visione.

In poche parole, fate tutto ciò che non vi sareste mai sognati di fare in un cinema:

Riso: durante la scena iniziale del matrimonio tirate anche voi del riso, insieme agli invitati sullo schermo;

Giornali: quando Janet copre la sua testa con il giornale durante la tempesta, fate lo stesso anche voi;

Candele/accendini/cellulari: durante il verso “Ther’s a light” del brano “Over at the Frankenstein Place” accendete qualsiasi dispositivo luminoso abbiate a portata di mano (magari non un falò);

Guanti di gomma: Ogni volta che Frank o Magenta si mettono o tolgono i guanti facendoli schioccare, fateli schioccare anche voi;

Confetti: tirateli verso lo schermo quando Rocky e Frank vanno verso la camera da letto;

Carta Igienica: tiratela in aria quando il Dr. Scott entra nel laboratorio e Brad grida “Great Scott!”.

…Si potrebbe andare avanti a lungo ma visto che il rituale è in parte lasciato alla fantasia e all’innovazione degli astanti, sbizzarritevi! (Non senza esservi prima accertati che il proprietario del cinema sia d’accordo con questo tipo di manifestazioni…)

Lucia Malerba

 

 

 

 

 

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