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NON SI SEVIZIA UN PAPERINO di Lucio Fulci – Venerdì 21 dicembre ore 23.00

La programmazione di dicembre del Kinodromo chiude con un film della rassegna  Midnight Movies, le proiezioni del venerdì notte del Kinodromo. 

In questo primo mese di programmazione i Midnight Movies sono stati dedicati al cinema di genere italiano degli anni ’70, con titoli proposti e presentati in sala da docenti del DAMS. 

L’idea nasce da una collaborazione tra l’Associazione Culturale Kinodromo e il Prof. Giacomo Manzoli, coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Cinema, televisione e produzione multimediale dell’Università di Bologna.

Il titolo proposto per Venerdì 21 dicembre, “Non si sevizia un paperino” sarà presentato in sala dal Prof. Roy Menarini.

Non si sevizia un Paperino non è solo uno dei film più noti di Lucio Fulci, ma anche quello che forse è in grado di esprimere appieno la trasversalità del suo percorso creativo, percorso che l’ha portato, fin dall’inizio della sua carriera come sceneggiatore, a confrontarsi praticamente con tutti i generi cinematografici popolari, dai film di Totò, a quelli di Alberto Sordi, ai cosiddetti “Musicarelli”, passando per Franco e Ciccio fino ad approdare al cinema Horror.

Non si sevizia un Paperino, caso forse più unico che raro all’interno della cinematografia Italiana degli anni ’70, trova così la sua forza peculiare proprio nella capacità che ha Fulci di riuscire a travalicare e sintetizzare diversi generi cinematografici effettuando, in questo specifico caso, un’arguta operazione di ricontestualizzazione della tematica dell’omicidio seriale, trattato secondo i canoni del cosiddetto “Thriller all’Italiana” (istituzionalmente affermatosi due anni prima grazie a Dario Argento), che finisce qua per essere trasposto in chiave quasi neorealista.

Prendendo spunto da una serie di fatti di cronaca avvenuti a cavallo fra il 1971 e 1972 a Bitonto (dove nell’arco di pochi mesi, 5 bambini vennero trovati annegati dentro una cisterna in un quartiere prevalentemente abitato da venditori di stracci), il regista ambienta così un episodio analogo ad Accendura, un immaginario paese della Lucania, dove Fulci articola la narrazione facendo leva prevalentemente sui contrasti intrinseci della cultura popolare del luogo, immersa in una religiosità a cui fanno (letteralmente) da contraltare, da una parte i tentativi dei bambini di esprimere la loro nascente sessualità, e dall’altra le credenze superstiziose dei suoi abitanti. Tutte contraddizioni che vengono poi amplificate e rese palesi dallo scontro forzato di questa civiltà rurale con gli esponenti dell’istituzionalità, in questo caso rappresentata dai giornalisti e i Carabinieri che invadono il paese per indagare sui delitti.

Tale chiave di lettura è eviscerata simbolicamente fin dalla prima scena del film, dove le immagini dell’autostrada che passa di fianco al paese (uno dei simboli negli anni ’70 della modernità e del progresso sociale), hanno come accompagnamento sonoro un canto popolare del Sud.

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Fedele quindi all’estetica del contrasto spinto ai limiti estremi della provocazione, Fulci costruisce con lo stesso materiale molti dei momenti più drammatici e controversi di tutto il film, come la scena in cui la maciara (la figlia dello stregone) viene massacrata a catenate in faccia sulle note della dolcissima canzone Quei giorni insieme a tedi Ornella Vanoni, o la scena in cui Barbara Bouchet completamente nuda tenta di sedurre un bambino di 12 anni (scena che tra l’altro costerà a Fulci una denuncia).

A partire quindi da questi elementi messi in gioco, l’attenzione dello spettatore viene continuamente pilotata sui vari indiziati grazie a un lavoro di sceneggiatura che fa un sapiente uso di tecniche al limite dell’espediente (non a caso uno dei suoi detrattori, il critico Morando Morandini, lo accuserà di “disonestà nell’impiego della suspense”).

Gli indiziati vengono poi accuratamente selezionati fra i vari caratteri devianti del tessuto sociale del luogo (lo scemo del villaggio guardone, la ricca Milanese dedita alla marijuana, lo stregone e sua figlia la maciara), e saranno puntualmente scagionati dalle accuse dall’inesorabile evolversi degli eventi. All’interno di questo zigzagante dipanarsi della trama, Fulci non tralascia però di seminare qua e là, come in ogni giallo che si rispetti, indizi quasi subliminali su colui che alla fine risulterà essere il vero assassino.

Tale capacità di amalgamare fra loro elementi così differenti ed eterogenei, e di esacerbare in modo così estremo le contraddizioni e le pulsioni della società Italiana dell’epoca, spiega non solo la quasi totale avversità della critica del periodo nei confronti dei suoi film, ma anche l’affermazione che, nel 2004, Fulci fa relativamente alla sua estetica: «Alcuni mi ritengono completamente pazzo perché tento sempre di uscire dal genere, tento di essere un terrorista del genere. Sto dentro, ma ogni tanto metto la bomba che tenta di far deflagrare il genere. Infatti ne ho trascorsi tanti, di generi…»

(recensione a cura di Alberto Bario)

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Non si sevizia un Paperino

(Italia, 1972, 110 min)

Regia: Lucio Fulci

Interpreti: Irene Papas, Florinda Bolkan, Barbara Bouchet, Virgilio Gazzolo, Marc Porel, Thomas Milian

Colonna sonora: Riz Ortolani

SLOT: MIDNIGHT MOVIES

GENERE: Thriller

SINOSSI: Una serie di omicidi di bambini sconvolge il paese di Accendura, in Lucania. Per risolvere il caso vengono inviati gli investigatori insieme a decine di carabinieri, che passano al vaglio diversi sospettati senza però riuscire a venirne mai a capo. Il mistero sarà quindi risolto da un disinvolto cronista insieme a una riccona Milanese con la passione per le canne.

TRAILER:

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DOVE: Kinodromo @ Cinema Europa, via Pietralata 55, Bologna

QUANDO: Venerdì 21 dicembre 2012 ore 23.00

COSTO: Lo spettacolo costa 5 euro e il biglietto è valido come sconto per l’ingresso in sala al primo Midnight Movies di gennaio. Per accedere alla Sala è obbligatorio avere la tessera Kinodromo che costa 3 euro e si può fare direttamente al cinema. Per evitare la formazione di code alla postazione tesseramento, è possibile compilare in anticipo il modulo con i propri dati personali, scaricandolo QUI.

 

 

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